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LA SUCCESSIONE

Cos’è?

Con la successione a causa di morte un soggetto subentra ad un altro soggetto in una o più situazioni giuridiche che non si estinguono con la morte. Il nostro ordinamento stabilisce che una quota di eredità, la legittima, spetta di diritto ai parenti più stretti.

La successione può essere di due tipi:

successione legittima in mancanza di un testamento, la successione è regolata dalla legge.successione testamentaria: quando è regolata da un testamento

Nel caso esista un testamento, ma quest’ultimo non disciplini l’intero patrimonio, la successione finale sarà in parte testamentaria e in parte legittima.

A taluni soggetti, quali il coniuge, i discendenti e gli ascendenti in mancanza di discendenti, spetta in ogni caso il diritto ad una quota di eredità.

Da notare che il diritto alla quota di legittima è sicuramente un limite all’autonomia testamentaria e s’inquadra nell’ambito della cosiddetta successione necessaria.

Il Decreto Legislativo n. 175/2014 (cosiddetto Decreto “Semplificazioni”) ha apportato le seguenti modifiche alla disciplina della dichiarazione di successione di cui al D. Lgs. n. 346/1990:

ha introdotto una nuova soglia di esonero , nel presentare la dichiarazione di successione, qualora il bene finisca in mano al coniuge o ai parenti in linea retta della persona deceduta, oppure nel patrimonio che viene ereditato non figurino beni immobili o diritti reali, o, ancora, il valore complessivo non raggiunga i 100mila euro

Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione:

i chiamati all’eredità (per legge o per testamento, anche se non hanno ancora accettato l’eredità, purché non vi abbiano espressamente rinunziato) e i legatari, ovvero i loro rappresentanti legaligli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o dichiarazione di morte presunta gli amministratori dell’eredità e gli esecutori testamentari

Gli eredi sono obbligati a presentare la Dichiarazione di Successione all’Agenzia delle Entrate di ultima residenza del de cuius, entro un anno dalla data del decesso.

Le imposte variano in base agli eredi (se in linea retta o meno) ed in base al patrimonio immobiliare.

Le imposte di successione:

La successione per causa di morte impone una serie di adempimenti anche dal punto di vista fiscale. In particolare, entro un anno dall’apertura della successione, i chiamati a succedere devono presentare al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione.

Tale dichiarazione contiene le generalità dei successori e la descrizione dei beni oggetto della successione, ed è funzionale al pagamento dell’imposta sulle successioni.

Questo è un adempimento fiscale di fondamentale importanza, in quanto rappresenta la condizione di poter disporre dei beni ricevuti a causa di morte.

Accettazione dell’eredità: 

Per acquisire l’eredità occorre accettarla; l’accettazione (che non può riguardare solo una parte dell’eredità) può essere:

espressa, con un adempimento del notaio o dal cancelliere del Tribunale ( relativo all’ultima residenza del decuius ) in caso di eredi minori o incapaci, occorre anche l’autorizzazione del giudice tacita, cioè desumibile da un comportamento che manifesti la volontà di accettare (per esempio con il trasferimento della residenza nella casa ricevuta in eredità). Se l’erede accetta, subentra al defunto anche nei debiti.

Per questo motivo la legge prevede la possibilità di: 

rinunciare all’eredità, cioè di rifiutarla (con la conseguenza, però, che saranno chiamati all’eredità i discendenti);di accettare con beneficio di inventario (obbligatorio in caso di eredi minori, incapaci, o di persone giuridiche), in modo da non rispondere dei debiti del defunto con il proprio patrimonio personale, ma solo nei limiti del valore di quanto ricevuto in eredità.

 

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